Mercoledì, 25 Dicembre 2019 20:04

Buon Natale dal C.P.P.!

Scritto da Giuliana Liotard

Nell’India del sud, ad oltre 700 metri di altitudine, nella parte centro meridionale dello stato federale di Karnataka, si trova Bylakuppe, la città dei monaci tibetani. Un pezzo di Tibet fuori dal Tibet dove monaci in tunica rossa rasati a zero con occhi a mandorla raccontano la storia di questa graziosa cittadina indiana popolata dagli esuli cacciati dall’invasione cinese del 1959. Ed è proprio qui che si trova Karuna Home, una struttura polifunzionale per bambini disabili gestita da alcuni monaci buddisti nella quale si ambienta la nostra storia.

Tutt’attorno la foresta selvaggia ospita piccoli villaggi in cui si narrano storie di bimbi speciali, abbandonati da genitori che non possono più occuparsi di loro. La foresta li accoglie, li accudisce e piange. Quando un bambino resta solo tutta la foresta piange e il pianto è così forte che arriva al cuore dei monaci fino a Bylakuppe. La foresta chiama e avvisa che c’è un altro bimbo solo. E così i monaci partono e lungo il loro viaggio raccolgono i piccoli.

Oggi la scuola ospita 16 di questi bambini rubati ad un destino segnato da sofferenza e solitudine. Sono bimbi di cui non si conosce l’età, ospitati dagli abitanti dei villaggi o da lontani parenti che aspettano soltanto che crescano quel tanto che basta per mandarli a lavorare, senza affetto, senza amore. Funziona così tra i più poveri del mondo. Lavorare è un dovere anche per i più piccoli che, nonostante l’età, non conoscono il significato della fanciullezza e hanno sulle loro spalle il peso di famiglie alle quali neppure appartengono. Sono bimbi che sulla loro pelle hanno già le cicatrici della sofferenza. I monaci li strappano da questo triste destino, li nutrono perché spesso sono affamati e provano a comprendere il loro strano linguaggio fatto di termini dialettali talvolta incomprensibili, li iscrivono all’anagrafe con la complicità di una famiglia per dar loro l’identità di cittadini del mondo. Con la "famiglia in prestito" stringono un patto. Il bambino deve restare nella struttura almeno fino a 25 anni così da scongiurare la rivendicazione degli adulti e la tratta dei minori. I bimbi così possono andare a scuola e provare a vivere una vita serena, una vita normale. A questi piccoli affamati con un vissuto già pesantissimo bastano tre giorni per ambientarsi e per capire che hanno trovato una famiglia vera. I monaci si prendono cura di loro, come loro, con grande naturalezza, si prendono cura dei nuovi arrivati, come se fossero dei fratellini. Sono bimbi che accettano tutto come un dono speciale, senza gelosie e senza invidie, concetti lontani da chi non ha mai avuto nulla e che inaspettatamente trova amore. 

I nostri peluche del C.P.P. sono arrivati anche qui. Sapevano che il loro viaggio sarebbe stato complicato, ma una volta arrivati si sono sentiti a casa. Occupano già un posto speciale nel cuore dei bambini: con loro giocano, vegliano sul loro sonno e sui loro sogni. Oggi festeggiano il Natale con questi nuovi piccoli amici ai quali mai nessuno ha spiegato il significato di questa festa. Con il Natale ci raccogliamo con i nostri cari e riflettiamo sul significato di momenti della vita che toccano più in profondità i nostri sentimenti. Mentre qui in terra tutto pare rispondere alla logica del dare per avere, l’amore arriva gratis, non è negoziabile, non facciamo nulla per meritarlo e non potremo mai ricompensarlo. Arriva a tutti anche se le nostre mani “sembrano vuote” o se sentiamo il nostro cuore pesante. 

Oggi è Natale anche a Karuna Home nella tibetana Bylakuppe perché l’amore vero parla tutte le lingue del mondo, anche i dialetti incomprensibili.

 

Letto 829 volte Ultima modifica il Mercoledì, 25 Dicembre 2019 21:23

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