La vita media di un peluche con un corretto stile di vita è di circa 150 anni. Sorprendentemente un peluche trova impiego in media per 10 anni. Vive poi una fase di prepensionamento che, in molti casi, porta ad una grave depressione del giocattolo e all'isolamento sociale, spesso in qualche soffitta impolverata.

I peluche hanno molto da offrire alla collettività e il loro impiego, oltre a contenere questa dilagante piaga sociale, può aiutare molti bambini meno fortunati a rendere più luminose le loro giornate.

Il LC Thiene Colleoni offre un servizio di outplacement per favorire la riqualificazione e il ricollocamento dei peluche in cerca di lavoro in differenti contesti, quali ad esempio i reparti pediatrici degli ospedali della zona, il villaggio SOS di Vicenza, e tutte quelle strutture che ospitano o accolgono i più piccoli. Lo fa attraverso un percorso che arriva fino all'accompagnamento del peluche nella struttura, alla sua rieducazione rispetto al nuovo ruolo, offrendo anche un breve periodo di training e di tutoraggio per favorire il suo inserimento e la sua integrazione nel nuovo ambiente lavorativo.

Il LC Thiene Colleoni propone a tutti gli amici che hanno partecipato alla festa Thiene | Tokyo | Torrino all'Hangar Museum lo scorso 6 ottobre e che hanno voglia di vedere le foto della splendida serata, di partecipare all'happy hour all'uopo organizzato e di portare con sé un peluche disoccupato. Oltre a divertirci ancora insieme, avremo l'occasione di offrire una seria opportunità di riscatto ai nostri giocattoli dimenticati.

Il peluche che supereranno il test di selezione vinceranno un weekend in una splendida lavanderia della zona per una “remise en forme” tra massaggi e trattamenti benessere, che consentirà al Lions Club Thiene Colleoni di offrire loro una nuova opportunità lavorativa sotto l'albero di Natale di un nuovo piccolo amico da accudire.

Il LC Thiene Colleoni vi aspetta numerosi: Venerdì 1 dicembre 2017 dalle 19:30 - Bar Al Corso, Corso Giuseppe Garibaldi, 170 - 36016 Thiene (VI).

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sabato 11 novembre si è svolto a Padova presso l’Hotel Villa Italia un evento unico ed eccezionale organizzato dagli Area Leader 4 G GMT Elena Appiani e GLT Claudio Pasini in collaborazione con la sede centrale di Chicago e i 3 Distretti Ta1, Ta2 e Ta3. Si è trattato di un workshop tenuto dalla specialista GMT per l’Europa Jeanne Ewert.

Un appuntamento molto atteso dagli anziani e che si ripete ogni anno con successo. Si è tenuto sabato pomeriggio, infatti, alla RSA Sacra Famiglia di Via Saibanti a Rovereto uno dei tanti concerti che i ragazzi del Minicoro di Rovereto, diretto dal maestro Giampaolo Daicampi, da anni dedicano a tutti i nonni, ospiti delle Case di Soggiorno per anziani della Vallagarina.

Da Rovereto, a Mori, a Brentonico, Nomi, Vallarsa, Avio e Folgaria, i piccoli del Minicoro allietano i nostri anziani portando loro un pomeriggio di canto e gioia.

Un Tour in tutte le RSA  che per i bambini diventa un importante momento di crescita.

Questi concerti sono realizzati grazie all'idea e all'appoggio del Lions Club Rovereto San Marco che ne ha fatto un service annuale, con la volontà di essere vicino agli anziani ospiti delle case di riposo, ed unire così le due generazioni fondamentali per la crescita della nostra società, quella dei bambini/ragazzi che rappresentano il futuro e quella degli anziani che sono il ricordo e l'esperienza.

Sabato, 11 Novembre 2017 22:30

La scuola delle competenze

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Anche quest’anno i Lions di Rovereto si sono posti al servizio delle nostre scuole superiori, e precisamente dell’Istituto “Filzi“, i cui studenti sono anch’essi coinvolti nell’importante esperienza scuola – lavoro, prevista dalla normativa nazionale a livello dei licei.

Per il secondo anno consecutivo l’attività di formazione di futuri “ giovani educatori “ ha avuto protagonisti i ragazzi delle terze classi, secondo la metodologia del Lions Quest, ovvero di un service internazionale finalizzato alla formazione di docenti e genitori sui temi dell’educazione e sulle strategie SEL (apprendimento socio – emotivo). Sono state tre giornate molto intense di formazione, molto coinvolgenti, precedute da un incontro esplicativo con i docenti e la responsabile delle attività di alternanza scuola – lavoro.

Ricordiamo che i percorsi formative del Lions Quest dal 1985 sono diffusi in più di 100 Nazioni, sono tradotti in 38 lingue e sono seguiti sin qui da quasi 15 milioni di bambini e giovani dai 6 ai 18 anni. In Italia i percorsi del Lions Quest sono riconosciuti dal MIUR (Ministero Istruzione, Università e Ricerca) fin dal 2005. A Rovereto quale formatrice del Lions Quest è venuta la scorsa settimana per l’occasione la prof.ssa Gabriella Orlando, già docente e dirigente scolastica a Chieti.

Preziosa la collaborazione con l’Associazione cittadina Solidale 365, che da più di dieci anni opera attraverso l’attività di aiuto compiti, al fine di avvicinare le famiglie extracomunitarie alla conoscenza più consapevole e responsabile della lingua italiana e dell’organizzazione della scuola italiana ai vari livelli.

Per gli studenti del Liceo “Filzi“ un’esperienza preziosa, molto interessante e molto motivante. Un percorso formativo innovativo e molto coinvolgente, che certamente li aiuterà ad essere cittadini migliori e, un domani, quali educatori a far crescere a loro volta nuovi giovani cittadini più responsabili.

LIONS CLUB SCHIO

Grande successo e grande soddisfazione per il mercatino dei libri usati "Un libro tira l'Altro" organizzato dal Lions Club di Schio il 14-15 ottobre 2017.

Domenica, 08 Ottobre 2017 22:49

Un libro tira l'Altro

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Lions Club Schio .Aiutateci a raggiungere il nostro obbiettivo!! 
Venite a trovarci sabato 14 ottobre e domenica 15 ottobre (in occasione della Montagna in città) dalle 8 alle 20 di fronte al Bar Tweed a Schio in Largo Fusinelle.
Troverete libri a basso prezzo e il ricavato sarà devoluto per l'acquisto di attrezzature per persone diversamente abili.In contemporanea, accanto al gazebo del mercatino, ci sarà una postazione dove alcuni medici Lions saranno disponibili a misurare la glicemia.
Basta un piccolo gesto per raggiungere assieme grandi risultati

OTT14
 
14 ottobre - 15 ottobreLargo Fusinelle, 36015 Schio VI, Italia
Partecipanti: 5 · Persone interessate: 30
Venerdì, 29 Settembre 2017 07:40

Una festa per volare lontano!

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Perché non divertirsi insieme e, allo stesso tempo, partecipare al progetto del Lions Club Thiene Colleoni, mentre i sogni del Lions Clubs International volano lontani, oltre i confini del Club?

Lunedì, 18 Settembre 2017 21:07

Una giornata per il Centro Giovanile

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Il LC Bassano Jacopo da Ponte, assieme a diverse associazioni culturali e sportive, ha pensato di dare una mano per recuperare il Centro Giovanile di Bassano. Il Centro Giovanile in passato è stato un punto di ritrovo e di crescita e di riferimento per i cittadini bassanesi. Don Andrea Guglielmi, giovane Abate a Bassano, vorrebbe ridare vita a questo posto centrale e il Lions Club ha pensato di sostenere questa iniziativa.
Domenica 17 settembre è stata una giornata dedicata ai bambini di tutte le età i quali hanno potuto partecipare a laboratori creativi e sportivi. E mentre i bambini giocavano i genitori hanno potuto partecipare a due interessanti conferenze, una sul Cyberbullismo ed una su come scoprire i talenti dei nostri figli. Non sono mancati i giovani della Croce Rossa che hanno insegnato la manovra di disostruzione agli adulti e ai ragazzi presenti.
E per concludere, la gara di Fidget Spinner ha visto i piccoli acrobati darsi battaglia.

Domenica, 10 Settembre 2017 17:09

Scacchi e vita

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Si terrà domenica 17 settembre a Thiene presso Villa Fabris il secondo Torneo di Scacchi in memoria di Stefano Villani, fondatore del primo circolo di scacchi di Thiene e vincitore del primo torneo Citta' di Thiene, organizzato dal Lions Club Thiene Colleoni con il patrocinio del Comune di Thiene Assessorato allo Sport a sostegno dell'associazione "Scacchi e Dintorni" di Thiene. L'iniziativa ha lo scopo di diffondere e promuovere la pratica della disciplica degli scacchi.

Perché un Lions Club sostiene questo progetto? La consapevolezza dell'importanza degli scacchi nell'educazione e formazione dei giovani nasce in tempi antichi ed è andata via via consolidandosi all'interno del mondo scacchistico per poi diffondersi anche agli operatori esterni. Chi insegna nelle scuole sa bene quanto questo gioco possa aiutare i ragazzi, per altri aspetti svantaggiati, a recuperare fiducia in se stessi. La scoperta di poter giocare alla pari o essere addirittura migliori dei primi della classe, in un'attività in cui la mente ha un ruolo predominante, infonde fiducia nelle proprie capacità e dà loro la consapevolezza che, come negli scacchi, possono riuscire anche nelle altre materie scolastiche.

E' un gioco di natura “mentale” che supera non solo le barriere dell'handicap ma anche quelle generazionali. Potendo giocare a qualsiasi età, la persona anziana viene accettata tra i giovani come una di loro e con loro fa gruppo e parla lo stesso linguaggio. Con gli scacchi si migliora l'attenzione, la concentrazione, l'empatia, la tolleranza, la pazienza, la perseveranza, l'onestà, il rispetto per se stessi e per gli altri, la forza di prendere decisioni difficili, rende la mente più flessibile, impone di verificare di continuo le proprie idee e cambiare opinione senza rimpianti ogni volta che si rende necessario... in termini semplici si impara a pensare!!!

Il gioco degli scacchi aiuta a riflettere e navigare in sistemi complessi e, per finire, negli scacchi si impara ben presto che la forza fisica e la prepotenza non servono a vincere una partita. Chi frequenta i corsi di scacchi ben presto si accorge quanto la bravura non dipenda dal caso, dalla condizione sociale e dalle amicizie compiacenti, ma solo da se stessi. Chi vuol vincere deve trovare gli strumenti all'interno di sé, facendo buon uso della pratica precedente, degli insegnamenti ricevuti dallo studio. Per migliorare occorre applicarsi. 

Gli scacchi sono una lezione di vita per tutti.

Per iscrizioni e maggiori informazioni sul torneo scarica la locandina allegata.

Gli scambi giovanili sono storicamente una delle iniziative più famose e apprezzate dei Lions Club International. Poter offrire a giovani tra i 17 e i 21 anni la possibilità di visitare pressoché tutte le Nazioni del mondo è un’opportunità unica e di grande valore.

Domenica i 25 ragazzi e ragazze provenienti da ogni continente e ospiti del Campo Lions Alpe – Adria, ovvero organizzato dai Lions Club del Triveneto, hanno potuto visitare e conoscere Rovereto. Giunti in pullman di prima mattina, accompagnati dal Direttore del Campo Guido Anderloni e accolti dal Presidente avv. Massimiliano Guidi e da alcuni Soci del Lions Club Rovereto Host nonché dalla guida – interprete di lingua inglese Loretta Goller, hanno passeggiato a lungo per la nostra città, conoscendone storia, tradizioni, palazzi, personaggi e molto altro.

In prossimità del mezzogiorno sono saliti a Miravalle dove, ognuno con la bandiera del proprio Stato, sono entrati nel suggestivo anfiteatro della Campana dei Caduti. Di lì a poco ne hanno sentito i 100 rintocchi con molta emozione di tutti. Il messaggio di Maria Dolens, ancora una volta, ha fatto riflettere i giovani ospiti sull’immenso valore della pace e dell’amicizia tra i popoli.

A fine cerimonia i giovani ospiti hanno potuto pranzare in rispettosa allegria sul Colle, godendosi non poco anche lo splendido panorama su Rovereto e la Vallagarina.

Dal prossimo anno, e per un triennio, l’organizzazione del Campo Lions Alpe – Adria passerà al Distretto lionistico che comprende anche le province di Trento e Bolzano. Dopo l’entusiasmante esperienza del Campo Italia degli anni scorsi, ospitato a Rovereto sotto la direzione di Giovanna Bronzini, per i Lions roveretani un’ulteriore occasione di collaborazione internazionale interessante, qualificante e gratificante.

Sabato, 15 Luglio 2017 21:51

Parigi: 14 luglio 1789, 14 luglio 2017

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14 luglio, festa nazionale in Francia, di cui oggi ricorre il 228° anniversario. Una ricorrenza che per vari aspetti invidio alla comunità francese, soprattutto per lo spirito di popolo unito con cui viene da loro festeggiata. Un giorno che sento vicino, anche perché mio padre trascorse gli anni della sua infanzia e della sua adolescenza, dal 1923 al 1937, a Nerac, cittadina della Lot e Garonne, regione dalle dolci belle colline tra Tolosa e Bordeaux.

Ma al 14 luglio sono soprattutto affezionato per i valori universali che enuncia e che porta dentro di sé, e per le emozioni e i sentimenti che alimenta nell’animo dei francesi, come credo di gran parte dell’umanità. Di quella Francia che poche settimane fa ha saputo vincere il populismo, unendosi e scegliendo civilmente il proprio Presidente, Emmanuel Macron. Il tutto nel nome di un rinnovato pacifico protagonismo in seno all’Europa e sul proscenio mondiale. Quella Francia e quella città, Parigi, che in questi anni sono tra gli obiettivi principali del nuovo terrorismo internazionale alimentato dal fanatismo religioso.

Sono passati ben più di due secoli da quel lontano 14 luglio 1789, che sappiamo essere stato un giorno di un’epoca non tutta luminosa e fausta, come la storia del seguente Regime del Terrore ci ha purtroppo ben insegnato. Ma quel rivoluzionario “...Libertè, Egalitè e Fraternitè...” è un grido che porta in sé ancora oggi una forza dirompente. Il 14 luglio è un giorno che ha diviso in due la storia dell’uomo. Un giorno che emana una sua forte attualità.

Che sia così, in questo inizio di terzo millennio, ce lo dicono le sorti dell’umanità e del nostro pianeta. Siamo immersi in una “ liquida globalità “, per dirla con le geniali parole di Zygmunt Bauman, che ci ha condotti innanzi a impensabili opportunità come pure a nuovi grandi tragici problemi. Negli ultimi cinquant’anni quasi due miliardi di persone sono uscite da un’insostenibile condizione di povertà assoluta, con conseguente acquisizione di un minimo di benessere. Ma tutto ciò è avvenuto in maniera non omogenea sul globo terrestre. Anzi, altri miliardi di persone sono tuttora allo stremo della sopravvivenza. La povertà estrema e altre cause hanno fatto sì che si scatenassero guerre feroci a macchia di leopardo nei vari continenti, che a loro volta provocano emigrazioni bibliche. Le nazioni più evolute cercano di trovare delle pacifiche vie di uscite, pongono risorse e persone a disposizione di uno sviluppo più equo e soddisfacente. Ma lo sforzo sembra ancora insufficiente.

Osserviamo la diffusione di internet, per capire dove la forza della libertà, della libera iniziativa economica, unita al sempre più diffuso diritto all’istruzione, possono aiutare a indirizzare e far giungere questi miliardi di persone sofferenti ad un mondo migliore.

Il tutto, auspicabilmente, porta e porterà all’affermazione sempre più forte dell’uguaglianza tra tutti gli esseri umani, qualsiasi siano le loro condizioni, il loro pensiero e la loro fede. Ne guadagnerà il ruolo, la responsabilità e la consapevolezza di tutte le nazioni, nessuna esclusa. Dovrà crescere l’etica di un mondo più libero, più giusto, perché necessariamente più responsabile. Ciò alimenterà e farà crescere in noi il vero sentimento della fraternità. Secondo Jeremy Rifkin è giunto il tempo di una “ civiltà dell’empatia ” .

Ma di libertà, uguaglianza e fraternità ve n’è bisogno anche nella nostra Italia. Oggi più che mai necessitiamo di uomini e di donne “ veri, autentici e liberi”, per dirla con le sagge parole di Vito

Mancuso. Un‘Italia che è chiamata anche a riconoscere e a salvaguardare ogni giorno diritti e doveri vecchi e nuovi. Facendo auspicabilmente tesoro della lezione di un rigoroso maestro di laicità quale Norberto Bobbio. La laicità che non è certo l’ateismo, ma il totale sano rispetto di ogni essere umano.

Ma di libertà, uguaglianza e fraternità mi appare bello e necessario parlarne da roveretano, ovvero da cittadino di una comunità che ha conosciuto con Girolamo Tartarotti il sogno innovativo del primo illuminismo italiano, e che sta’ facendo tesoro del ricco e “rivoluzionario” patrimonio culturale costituito dall’ampio pensiero di Antonio Rosmini, il quale ci ha lasciato scritto che “ Non ci sono l’uomo e il diritto, ma l’uomo è il diritto “. Ovvero una città, riconosciuta tale più di 500 anni fa, era il novembre 1510, dall’Imperatore Massimiliano I, che ha sì vissuto tempi bui e difficili, ma che da questi ha saputo sempre uscire con capacità, coraggio e determinazione. Una città che oggi sa e vuole accogliere, offrendo nuovo benessere e nuova speranza ai suoi cittadini, vecchi e nuovi, ponendosi così, in maniera positiva e propositiva, innanzi alle nuove sfide di questo nostro tempo. Un tempo che, nonostante tutto, ci appare ancora carico di fascino.

In conclusione, più di due secoli di storia non hanno fatto altro che rendere ancor più vivo il significato del 14 luglio francese, giornata che, se giustamente e responsabilmente interpretata nel nome di un salutare forte appello “alla libertà, all’uguaglianza ed alla fraternità “, non può e non potrà che appartenere ad ognuno di noi, sempre che si sia uomini e donne veramente liberi ed autentici, soprattutto innanzi alla propria coscienza.

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