Sabato, 15 Luglio 2017 21:25

Inaugurata a Verona la piazzetta “Melvin Jones”

Scritto da Antonio Dezio

Durante il mio anno di presidenza mi ero posto come obbiettivo la “MIA CITTA’”. La città è un contenitore che racchiude i dolori e le gioie, la disperazione e la speranza degli uomini del nostro tempo, la vita collettiva e individuale. Vivere la città, condividere le problematiche, creare dei ponti tra cittadino e cittadino, e tra i cittadini e le istituzioni è stato l’obbiettivo di fondo di quell’anno lionistico.

D’altra parte, la storia del Lions nasce da una prima riflessione che il suo fondatore Melvin Jones, coordinatore di un gruppo di uomini d’affari, fece: “Cosa accadrebbe se questi uomini che hanno successo per la loro determinazione, la loro intelligenza e la loro ambizione, utilizzassero il loro talento per migliorare le condizioni della comunità?”. Fu grazie alla sua dinamica leadership che i Lions Club acquisirono il prestigio necessario per attrarre persone interessate al bene comunitario e ciò non era di poco conto in una città come Chicago.

Il binomio, dunque, è costituito dai valori lionistici e dalla città; i primi sono il punto di partenza, la seconda è l’obbiettivo finale.

Il 20 maggio a Verona queste due realtà erano entrambe presenti durante una cerimonia di inaugurazione di una graziosa piazzetta al centro della città, una piazza che la città dedicava al nostro fondatore Melvin Jones. Erano presenti numerose persone, Lions, autorità civili e cittadini comuni. Il Sindaco di Verona, Flavio Tosi, con un bellissimo discorso ha presentato ai cittadini il “Lions International” delineandone la storia e soffermandosi sulla vita del suo fondatore che è riuscito in breve a diffondere l’associazione in tutti i paesi del mondo.

Ha poi preso la parola il Governatore Sonia Mazzi che ha ribadito ancora una volta come il segreto per portare avanti le nostre idee è la “semplicità e umiltà “elementi essenziali per poter parlare con tutti, per poter comunicare; una comunicazione volta a vincere la paura dell’altro, della sua diversità, della sua non appartenenza, favorita dai veloci cambiamenti, una paura che è ormai entrata nei nostri sistemi culturali. Ebbene, con la semplicità del nostro agire possiamo vincere la paura e diventare una cerniera tra il cittadino e l’istituzione, forti dei nostri valori lionistici. Possiamo far riscoprire la reciprocità, la solidarietà, la speranza. Questo è il nostro primo compito nell’era della globalizzazione.

Era bella e commovente l’atmosfera che si era creata durante tale cerimonia che vedeva i Lions di vari Club soddisfatti e orgogliosi, vicini empaticamente tra loro e felici di potenziare ufficialmente un rapporto di servizio con tutte le autorità cittadine verso la gente comune. Tantissimi anche i cittadini presenti che guardavano incuriositi ed ammirati.

L’inaugurazione di questa piazza è diventata un simbolo, un programma per il futuro, una speranza, un nuovo percorso che parte dalla necessità di fare squadra, di essere uniti: è una unità che si poggia sull’amicizia tra i soci, una amicizia intesa come dialogo permanente.

Unità e amicizia devono essere i punti di forza che ci devono far conquistare la città con tutte le sue realtà in questa nostra volontà di essere “cittadini attivi”. È una utopia? Non credo, visto che il nostro fondatore è riuscito a conquistare il mondo.

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