Giovedì, 13 Aprile 2017 13:31

Etica e ambiente

Scritto da Catherine Dezio

Etica e ambiente. Risvegliare le coscienze e educare all’empatia.

Giorno afoso, una cuccia e un cane alla catena. Poco più in là una ciotola ricolma d’acqua. Ma la catena è corta e il cane non ci arriva. Aggiungiamo al quadro un elemento: le nostre più lunghe e meno visibili catene che ci fanno passare accanto disinvolti”.

Nonostante il problema ambientale sia stato identificato come tema meramente politico e segregato spesso agli ultimi posti delle priorità nazionali, la problematica rimane una preoccupazione morale di tutti. È un dato di fatto ormai che numerosi fattori antropici stiano distruggendo in maniera irreversibile l’ecosistema. L’uomo è unica causa e potenziale soluzione. Tanti sono gli studi e le iniziative che promuovono un nuovo concetto apolitico del problema ambientale, necessario per riformare un pensiero comune di consapevolezza, riappropriazione e cura. Qual è il vero problema antropologico? La sovrabbondanza di informazioni parziali o la mancanza di un approccio conoscitivo aprioristico? L’omologazione delle identità o l’anticonformismo vuoto e fine a sé stesso? Rispondere a queste domande vuol dire aprire il dibattito che riguarda l’etica ambientale, ovvero la riflessione che concerne la relazione uomo-ambiente nel suo substrato più profondo. Numerosi personaggi nella storia hanno affrontato il tema, come pure il movimento del Romanticismo ottocentesco, che invita a ricostruire il legame intimo con la natura, ma anche la nascita della biologia, dell’ecologia e dell’etologia. Più di tutti, però, è stato incisivo il contributo degli ambientalisti e animalisti degli anni ’70, che hanno combattuto per un riequilibrio del baricentro etico dall’uomo alla terra, anteponendo ad un’ottica individualistica una olistica anti-antropocentrica. Oggi l’etica ambientale è un orizzonte talvolta caotico e con prospettive spesso divergenti, a vantaggio delle correnti antropocentriche più diffuse in quanto massificanti, di facile accoglimento e prive di riflessioni etiche. Come trovare dunque un orientamento coerente non solo con la legislazione, che invita alla tutela dell’ambiente e punisce il maltrattamento degli animali, ma soprattutto con la nostra morale cattolica che invita al bene? Un suggerimento lo si legge proprio tra le parole di Papa Francesco, il quale induce a pensare con la testa, a sentire con il cuore e a fare con le mani; egli sollecita a educare a pensare ciò che si sente e che si fa, a sentire ciò che si pensa e si fa e a fare ciò che si pensa e si sente. Si tratta di una dimensione educativa in cui si valorizza il contributo del singolo, in cui la coerenza e la trasparenza delle coscienze si fa via maestra, in cui l’esercizio dell’intelligenza emotiva è complementare a quella dell’intelletto e diventa misura di azioni quotidiane di significato. Forse questo può rischiarare l’orizzonte che riguarda l’educazione ambientale e animalista dei singoli, della comunità e di noi Lions che ne prestiamo servizio, affinchè si possa scegliere con coscienza ed empatia un rapporto di cura verso ogni forma di vita.

Catherine Dezio - Lions Club Verona Cangrande - Componente Area Ambiente Distretto 108TA1

Foto di Aneta Ivanova

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